Cari Colleghi
Come ben sapete il terremoto che ha colpito Haiti ha dimensioni catastrofiche, ed ha messo in ginocchio un Paese che già da tempo soffre di squilibri e disfunzioni gravissime che ne minacciano sostanzialmente la coesione sociale. Sin dal primo momento, in cui le notizie giornalistiche giungevano confuse e imprecise, si è capito che ci trovavamo di fronte ad una tragedia immane che sarebbe stato molto difficile fronteggiare. Ancora oggi, a distanza di una settimana, la presenza militare statunitense, e quella delle ONG di molti paesi europei ed americani, fatica a stabilire condizioni di vita civile che consentano di cominciare a dare un valido aiuto alle popolazioni colpite dal sisma. Milioni sono i senza tetto, centinaia di migliaia sono le famiglie colpite nei loro affetti e nei loro averi.
Sin dal primo momento in cui si è manifestata la gravità del sisma ci siamo sentiti con alcuni di voi per discutere il da farsi. La nostra identità di volontari per il sociale non può fare a meno di sentirsi chiamata in causa in un'occasione così drammatica e per certi versi disperata. Ancora una volta siamo stati costretti a misurare la sproporzione fra quello che ci sarebbe bisogno di fare e la modestia delle nostre forze. Per questa ragione ci siamo messi in movimento allo scopo di vedere come potere dare anche in questa occasione un utile contributo a partire dal nostro specifico professionale.
Per prima cosa abbiamo scritto al Capo del Dipartimento della Protezione Civile, dr. Guido Bertolaso, per metterci a disposizione. La stessa cosa abbiamo fatto con l'assessore alle Politiche Sociali della Regione Lazio dott.ssa Luigina Di Liegro. Nell'ambito del sistema nazionale della Protezione Civile abbiamo lavorato all'Aquila, nei giorni post-emergenza terremoto, e per questa ragione ci è sembrato doveroso offrire la nostra collaborazione innanzi tutto a questi interlocutori istituzionali.
Altre forme di partenariato stanno emergendo in questi giorni, e stiamo lavorando a costruire un intervento in sinergia con altre organizzazioni che ci consentono di utilizzare una gamma di risorse più ampia di quella modestissima di cui noi disponiamo. Come abbiamo detto più volte il nostro intervento non può essere che di post-emergenza. Il nostro lavoro comincia quando le ricerche dei dispersi inesorabilmente si concludono ed inizia il difficile lavoro di ricostituzione della maglia sociale lacerata dalla catastrofe. Quando cominciano a costituirsi i nuclei abitativi provvisori e lentamente la vita ricomincia a fluire e si ricostituisce la pratica della quotidianità. Per questa ragione le cose che bisogna fare adesso non sono molte ma, avendo carattere preparatorio, sono estremamente importanti.
Manifestare la propria disponibilità. In primo luogo occorre censire quanti colleghi sono pronti a prestare la loro opera anche in questa occasione. Sappiamo bene che tutti vorremmo potere dare una mano, ma per poterlo fare al meglio, occorre in primo luogo conoscere bene il francese ed avere maturato una qualche esperienza nel campo dell'intervento emergenziale. Chi si trova in queste due condizioni è pregato di manifestare al più presto la sua disponibilità, indicando anche il periodo, a partire dal 15 febbraio p. v., durante il quale può prestare la sua opera.
Risorse finanziarie. In secondo luogo occorre attivarsi per raccogliere risorse finanziarie per sostenere la missione. L'Associazione ha già dato fondo a tutte le proprie risorse con l'intervento a l'Aquila. Occorre vedere se, con le risorse di creatività che abbiamo dimostrato lo scorso anno, siamo in grado di finanziare anche questa impresa, che ha un fabbisogno più elevato, non foss'altro che per i costi di trasporto.
Costruzione del partenariato. In terzo luogo occorre mobilitarsi per attivare tutti i possibili canali di comunicazione a livello locale per costruire occasioni di partenariato utili ad accrescere le nostre capacità di intervento. Le sedi locali della Protezione Civile, le ONG con cui siamo entrati in contatto in altre occasioni, i settori del volontariato in cui tradizionalmente prestiamo la nostra opera: insomma ogni occasione di cooperazione va attivato allo scopo di costruire delle utili sinergie di intervento.
Vi prego di scrivere al più presto per comunicare cosa ciascuno di voi è in condizione di fare in questi tre campi di lavoro preparatorio. Sono sicuro che da ognuno di voi può venire un utile contributo. Mobilitiamoci al più presto!