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Lo Statuto della nostra Associazione
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Il Manifesto degli Assistenti Sociali Senza Frontiere
Manifesto degli scienziati antirazzisti
Di razza umana c'è una sola. Un concetto semplice che dovrebbe essere acquisito da tutti
Codice Internazionale di Deontologia
Adottato dall'Assemblea generale degli Assistenti sociali nel 1976
Codice Deontologico dell'Assistente Sociale
Testo approvato dal Consiglio Nazionale nella seduto del 17 Luglio 2009
Linee Guida per la Formazione
Gli standards globali di qualità per la formazione degli assistenti sociali
Indicatori NAWS
Indicatori per la realizzazione di competenze culturali standards (NAWS) nella pratica del lavoro sociale
Anna Rita Colnago
La Missione Salesiana, gestita dalle Figlie di Maria Ausiliatrice , “Escuela – Hogar Mamà Margarita”, e’ inserita in una delle Comunità del Circuito Indigeno Mapuche della precordigliera delle Ande ovvero in Pampa del Malleo, a 1200m circa dal livello del mare e a 30 Km dal primo centro abitato che è la cittadina di Junìn de los Andes in Provincia di Nèuquen.
La struttura risulta essere una “Oasi nel deserto”, poiché l’ubicazione rispecchia fedelmente uno dei principi fondamentali della cultura Mapuche: la non urbanizzazione. Infatti, la lontananza dai centri abitati e la presenza di vicini che più o meno distano dalla Missione da un minimo di 1 Km a un massimo di 8-10Km (se non di più) , fa di Pampa del Malleo un luogo come pochi sulla Terra. E’ un luogo dove: la natura, i paesaggi, gli animali (per lo più pecore, moltissime pecore!!!) , il clima, i colori, il maestoso Vulcano Lanìn, i laghi, il vento spesso incessante, il calore della gente, la dimensione di un tempo sufficiente che non insegue l’uomo , un tempo per l’uomo che lo vede coinvolto nell’alimentare le relazioni umane “tomando juntos un buen mate”, questi elementi costituiscono il quotidiano di chi vive lì, consentendogli un contatto esclusivo con le dimensioni citate e chissà, anche, con se stesso.
Nello specifico, la Escuela –Hogar Mamà Margarita è una grande struttura composta da diversi edifici: 4 Hogar (casette) dove alloggiano i bambini, la casetta delle Suore, la Cappella, la casetta di Padre Matteo, la Scuola, il Comedor, la Cucina, la Panaderia, la Lavanderia, i Bungalow di cui: uno è deposito di indumenti, l’altro per i volontari che, trascorrendo le notti con i bambini, lo utilizzano durante il giorno per le loro necessità.
Nell’ immensa distesa di verde, che circonda tutta la struttura , spesso si incontrano i cavalli e le pecore dei vicini, i tacchini ,galline e galli delle Suore.

Descrizione della giornata tipo:
La richiesta di due volontari in SC per Pampa del Malleo nasce specificatamente per il bisogno che l’Istituzione ha di due Assistenti che accudiscano negli Hogar la notte i bambini. Pertanto non esiste una giornata tipo , piuttosto una “notte tipo”.
Il servizio inizia dalle 22,00 alle 7,00. I bambini si svegliano alle 7,30, fanno colazione e vanno a scuola. Dalle 7,00 alle 17,30 la volontaria non è impegnata in diretto contatto con i piccoli. Se fosse necessario anche questo anno di dare una mano nella Biblioteca della scuola i turni sarebbero: dalle 9.30 alle 12,30 Biblioteca, 12,30 – 14,30 Pranzo al Comedor per tutti, 15,00 – 17,30 Biblioteca, dalle 17,30 in poi libera organizzazione delle attività per la volontaria (stare negli Hogar con i bimbi, aiutare le Assistenti per le docce o per altro a loro necessario, fare sostegno - recupero scolastico , visitare i vicini, ecc…) ; alle 20.30 la cena il cui luogo per il volontario è da definire con la Comunità religiosa; alle 22,00 nuovamente in servizio negli Hogar per l’assistenza notturna ai bambini.
Durante la giornata la Comunità Religiosa lascia aperta la possibilità di partecipare ai loro momenti di preghiera: 8,00 Lodi Mattutine, 20,00 Vespri e qualche giorno durante la settimana SS. Messa.
Sabato e Domenica i bambini non hanno scuola, pertanto i turni cambiano: Venerdì sera dalle 22,30 alle 9,00 del mattino successivo; Sabato dalle 22,00 alle 8,00 del mattino di Domenica. La Domenica pomeriggio alle 17,00 SS. Messa Comunitaria, la cui partecipazione è libera.

Situazione Igienica:
La maggior parte degli Argentini, non importa il livello sociale a cui appartengono, hanno i pidocchi. La pediculosi pertanto è un fenomeno fortemente diffuso ed è quasi impossibile non prenderla, visto lo stretto contatto con i bambini,. Può essere rassicurante il trattamento periodico che viene fatto all’interno di ogni Hogar che, anche il volontario potrà fare, qualora gli fosse necessario.
L’acqua è potabile poiché proviene dalle sorgenti naturali . Ciò che invalida il processo di depurazione è il deposito dell’acqua negli appositi recipienti. Lì è possibile che si producano dei batteri che causano dei malesseri superficiali a chi non ha gli anticorpi sviluppati. Pertanto il consiglio è quello di bollire sempre l’acqua che si beve.
La vita di campo porta ad un contatto diretto con la terra, e il forte vento presente in questa parte della cordigliera provoca la presenza di molta polvere. Cosa a cui dopo qualche tempo ci si abitua (se , ovviamente, non soffri di allergia o di asma).
E’ molto diffusa la micosi ai piedi, soprattutto tra i maschietti. Pertanto è consigliabile, qualora si utilizzi la doccia dell’Hogar, farlo con apposite scarpe. E’ possibile incontrare , anche nella doccia, qualche scarafaggio.

Situazione Alimentare:
L’alimentazione proposta è per lo più a base di Carboidrati. Si fa colazione con pane ( spesso duro) e latte in polvere o the, Il pasto principale è quello del Comedor dove vi è un unico piatto dove spesso incontri tutto (es.: Polenta con sugo di pomodoro e carne tritata, zuppa di legumi, pasta con…non saprei dire tutto ciò che puoi trovarci, per lo più cibo in scatola, ecc.) e una frutta (unica occasione questa, per mangiarne).
A causa delle donazioni alimentari , a volte il cioccolato che si mangia è già scaduto da qualche mese, così come alcune merendine o altri prodotti. Bisogna fare attenzione a questo poiché chi non è abituato a ciò, rischia problemi intestinali e di gastrite.
Il pomeriggio vi è la merenda negli Hogar e anche in questo caso: pane con marmellata e latte in polvere o the o caffé. La sera, se cenerai negli Hogar ,si mangia: o pasta, o zuppa (ovviamente l’utilizzo dei dadi di brodo è frequente) o ciò che è rimasto del pranzo o una tazza di the con una fetta o due di formaggio e pane.
Se mangerai con le Suore avrai la possibilità di accedere a frutta, verdura, formaggio con più frequenza.
Se ti diranno di cucinare del Bungalow dei volontari, ciò che avrai a disposizione è ciò che mangeresti negli Hogar, ovvero ciò che la cucina generale per quel giorno può distribuire.

Clima, abbigliamento necessario:
Da Settembre a fine Novembre vi è un clima primaverile, secco, con belle giornate di sole, frequenti acquazzoni e la notte con un calo di temperatura.
Da Dicembre a metà-fine Febbraio è Estate, pertanto vi sono giornate di caldo, lunghissime poiché il sole sorge presto e tramonta alle 22,00 circa. La sera le temperature calano quasi sempre.
Da Marzo a Giugno circa vi è il clima più favorevole per vivere in questa zona: quello autunnale. Un clima mite, con belle giornate ne fredde ne calde.
Da Giugno, dipende da quale parte dell’Italia vieni, ti sembrerà di congelare mentre stai camminando…ci sono quelle che lì chiamano le gelate, al mattino è tutto bianco ovvero tutto ghiacciato per poi , con il sole del mezzogiorno sciogliersi. E quando non c’è il sole? Immagina…
Quanto detto relativamente al clima è sempre relativo a causa dei cambiamenti atmosferici che riguardano tutta la superficie terrestre. Pertanto, anche in questa zona quasi vergine, dove la contaminazione ancora è quasi inesistente, si verificano comunque degli sbalzi climatici fuori dalla norma. In tutte e quattro le stagioni è comunque presente un clima secco e il vento. Il consiglio rispetto all’abbigliamento è il famoso stile a cipolla e comunque comodo e sportivo. Scarponcini da trekking obbligatori.
Non dimenticare un k-way e…sciarpa, cappellino, guanti e calzettoni di lana!!!

Profilassi vaccinazioni necessarie:
Per l’Argentina non vi sono vaccinazioni obbligatorie bensì consigliate. Quelle a me somministrate sono state: Epatite A, Epatite B e Antitifica. Le prime due vanno fatte in due dosi con 15 gg circa di distacco. In Argentina, purtroppo, ci sono ancora casi di morte per tubercolosi. A esperienza fatta è prudente controllore la propria situazione dei vaccini per sapere se è necessario un ulteriore richiamo.

Visto: modalità, costi, tempi:
Per non avere alcun problema alla dogana è importante dichiarare , nel modulo che distribuiscono in aereo, che la permanenza è di tre mesi. Per questo è necessario avere il biglietto di ritorno entro e non oltre i tre mesi dichiarati. Una volta passata la dogana il biglietto si può cambiare in qualsiasi momento… tralaltro nel modulo viene chiesto anche la data e il numero di volo del rientro. Per cui bisogna fare dichiarazioni coerenti…Attenzione a questo!
Poi, una volta arrivati a Pampa del Malleo non ci sarà alcun problema poiché a circa 80-90Km vi è il confine con il Cile per cui, mettendosi d’accordo con le Suore e organizzandosi anticipatamente alla scadenza del visto turistico , si rinnova lo stesso per altri tre mesi passando la dogana. Così abbiamo fatto per due volte acquistando in totale il permesso di soggiorno turistico per 9 mesi.
Cosa portare / non portare:
In Argentina vi è tutto. In particolare a Junìn de los Andes (paesino in cui le Suore vanno spessissimo, a volte anche due volte al giorno) vi sono farmacie ben fornite , grandi supermercati e una buona assistenza sanitaria anche per gli stranieri.
A meno che non si abbiano richieste particolari del tipo: pasta barilla, nutella, ecc… si trova tutto.
Sarebbe prudente portarsi la torcia con batterie ricaricabili e quindi caricatore, poiché l’utilizzo della torcia è giornaliero a causa della mancanza di luce durante la notte. Le suore forniscono le candele (anche se non sempre) ma ad esperienza fatta è più opportuna la torcia. Mentre durante il giorno vi è l’accensione di un generatore di luce, bisogna solo abituarsi all’idea di non avere sempre l’accesso alla elettricità.
E’ anche per questo motivo che si sconsiglia vivamente portarsi il portatile. Anzitutto perché il contesto non è adeguato e per le suddette condizioni di luce.

Aspetti Positivi dell’esperienza:
Il Servizio Civile è un’esperienza che realmente cambia la vita, è importante per questo avere la predisposizione al cambiamento e soprattutto all’adattamento.
Provenendo dalla città, dall’”Europa”, dall’estrema comodità, da una vita dove ormai il superfluo è divenuto necessario, Pampa del Malleo è il luogo del rincontro con te stesso, con le relazioni umane semplici, genuine pertanto vere, e in parte anche con Dio poiché il solo paesaggio che ti circonda impone la Sua presenza.
Il tempo scandito dai ritmi naturali e non da un orologio, fa ricordare quei quadri di Dalì dove tutto inizialmente sembra sciogliersi, perdere forma ma poi, aldilà del ritmo del tempo che con gli anni hai assunto, nasce una dimensione di serenità e tranquillità dove tutto è possibile, soprattutto Amare.
E’ in questa metamorfosi interiore che ciò che inizialmente può ferirti, ciò che può sembrarti un’ingiustizia ti porta ad una comprensione profonda della sofferenza della gente che incontrerai, una sofferenza che si lotta dal di dentro delle Istituzioni, e per esserlo devi “STARE”.
Ti racconto la filosofia dello “STARE”, approfondita da pochi filosofi latino americani e semplicemente da me sperimentata in mezzo alla gente e ai bambini Mapuches:
Arrivi in una casa, ti salutano e poi cala un terribile silenzio. Non ti parlano e ben poco ti guardano, ma continuano ad offrirti il mate. Questo potrebbe durare ore, ma loro stanno lì, con te, non ti lasciano un momento, forse neanche per andare in bagno, stanno lì. Silenziosi, pazienti, umili…ma ci sono, il loro silenzio urla la loro presenza.
Tu sei Italiano, Europeo, forse hai una laurea, sei simpatico, chiacchierone, e tutto cio’ che in più puoi essere…avrai portato qualcosa da condividere, avrai belle idee, avrai voglia di parlare e rompere quel silenzio, e tutto ciò che più potrai avere…ma, la cosa straordinariamente importante è che se tu non FOSSI LI, se tu non STESSI lì , tutto ciò che hai e che sei non serve…lo stare, il rassicurare la persona con la tua presenza, il sapere che sei li , in quello specifico momento, è già tutto, e non serve riempirlo di parole…questo è il Silenzio Mapuche che con il tempo alimenta la tua anima di una calma incessante.
Lo stesso avviene con i bambini, per i primi tre mesi , ogni sera mi chiedevano: “ma domani ci sarai?”. Per le vacanze natalizie , dopo i 20 gg , al rientro mi hanno detto “allora ci sei!!!” ESSERCI, accudirli, sostenerli, ascoltarli, è ciò che richiedono con tutte le loro forze ed è ciò che ha caratterizzato profondamente la mia esperienza. Non sono mamma ma, come la maggior parte delle donne ho l’istinto materno , che è stato, in questa occasione preziosa, una grande risorsa e al contempo una grande scoperta .
Conoscere una nuova cultura, nuove tradizioni, abitudini, ti permette con il tempo di sentirti e di farti “argentina tra argentini”, ma è stato indispensabile non dimenticare o rinnegare le mie origini.
Il calore incontrato tra la gente, la disponibilità e anche curiosità degli anziani per comprendere come una giovane di 28 anni con tutta la voglia di vivere e forse di “sistemarsi” possa lasciare tutto e andare è qualcosa di incredibile… ma con il tempo non è stato necessario dare alcuna spiegazione, diventi un tutt’uno con chi ti circonda, condividendo la passione e quindi l’Amore del Servizio.
La presenza di volontari che non siano necessariamente di nazionalità italiana è stata una delle risorse vitali per concludere l’esperienza. Il gruppo , la comunità, è la tua “famiglia” aldilà del mondo, è il luogo di ristoro, di sfogo, di confronto, ma anche in questo è stata necessaria la capacità personale di saper riconoscere i limiti del coinvolgimento e di saper, comunque, contare su se stessi.
E’ stata un’esperienza fortissima dal punto di vista spirituale. La preghiera comunitaria è stata la forza del nostro cammino e anche le lunghe camminate per visitare la gente…i vicini! Pregavamo camminando e camminavamo pregando…!

COMPITI ASSEGNATI:
Assistere la notte negli Hogar; dal mese di Febbraio aiutare l’altra volontaria in Biblioteca.
Qui è il caso di aprire una parentesi relativa ai compiti da me ricercati: visita alle famiglie, sostegno e/o recupero scolastico di alcuni minori; tentativi di mediazione dei rapporti tra Accion Social e l’Istituzione;
Descrizione delle attività svolte:
Assistere negli Hogar la notte: nel cambio turno con l’assistente che è stata nel pomeriggio vi è un momento (che spesso ho ricercato io) di dialogo dove ti aggiorna su alcune situazioni accadute durante il giorno E’ importante sapere se vi è stata qualche lite o se l’umore di qualche piccolo in particolare è stato condizionato da qualcosa…è necessaria questa comunicazione poiché la notte è un altro “mondo”, dove spesso i bambini esprimono una parte di loro nascosta. Molti, se di giorno sono i diavoletti, gli aggressivi, di notte sono coloro che cercano coccole, attenzioni. E poiché sono in tanti (circa 20) , bisogna trovare un modo per accogliere al contempo le richieste e le esigenze di tutti. E anche in questa occasione ritorna la filosofia dello stare…stai lì, rassicurandoli che per tutta la notte tu veglierai il loro sonno, che possono chiamarti in qualsiasi momento ne abbiano bisogno (poi sarai tu a valutare la risposta da dare alle varie situazioni).
Spesso l’assistente che mi precedeva spegneva la luce e gli dava già la buonanotte . Ma dopo che lei andava via i bimbi ricominciavano a parlare, alzarsi dal letto, eccetera. Pertanto ho cercato di costruirmi il mio spazio e il mio ruolo e a volte , potrei dire spesso, ci sono riuscita. E allora ho potuto dare io la buonanotte ( che spesso si fa con una preghiera e cercando di coinvolgere il più possibile i bambini nelle preghiere spontanee) , gli ho potuto leggere spesso delle favole e soprattutto raccontargli di me. Sono bimbi molto curiosi e l’Italia per alcuni di loro è un sogno. L’aereo e il mare non lo hanno mai visto ma possono insegnarti tutto ciò che riguarda un cavallo o un agnellino. Adorano i libri di storia e ascoltare musica. Ma ciò che di più comico mi è successo è che, ancor prima del mondiale, ho cantato l’Inno Italiano quasi tutte le sere prima che si addormentassero. Era una richiesta assicurata! La notte spesso i più piccolini chiamano: per un bicchiere d’acqua, per andare in bagno, per un’emorragia nasale (non è da preoccuparsi, solo da sapere come intervenire , poiché purtroppo la causa è il sottopeso ) , perché gli sono cadute le coperte, perché hanno paura, perché hanno incubi, per crampi improvvisi alle gambe a causa di alcuni casi di rachitismo, eccetera.
E’ importante avere sempre torcia e candela a portata di mano e abituarsi a sentire ogni minimo rumore poiché c’è anche colui che non ti chiama per paura che gli altri sentano che ha bisogno e allora, se giusto dorme accanto alla parete che da sulla tua stanza ti busserà con la speranza che tu lo capisci e che vai ad accudirlo. E’ comunque importante poter controllare almeno una volta durante la notte le varie stanze e vedere se c’è qualcuno che , pur non chiamandoti, ha bisogno.
La notte con i bimbi è un mondo meraviglioso, ci vuole forza e pazienza, soprattutto all’inizio, loro hanno bisogno di sapere che tu ci sei, che sei lì per loro, che non li abbandoni come spesso fanno le persone più care. I loro racconti notturni potranno ferirti , ma ti accorgi con il tempo che ciò che tu stai offrendo con il tuo servizio e con l’amore che ci metti sta già sanando quella ferita. E forse non potrai capirlo mai o, lo capirai chissà l’ultima notte prima dell’addio in cui l’aria che respiri ormai sarà la tua aria…il loro sonno sarà il tuo sonno e ti chiederai come potrai farne a meno.
Target:
Bambini e bambine dai 5 ai 13-14 anni, la maggioranza Mapuches e con famiglia. Spesso quest’ultima con diversi problemi per lo più sociali, di alcolismo, violenza . Vi sono circa 80 bambine-ragazze e 20 maschietti.
Consigli per il prossimo servizio civile
Credo che molte cose le ho già dette nei paragrafi precedenti, soprattutto nel penultimo. E’ importante che tu sappia essere una mediatrice nelle relazioni, paziente e disposta a dare ai bambini il tempo per conoscerti, nonostante i loro dispetti o chissà i loro paragoni con chi ti precede. Nulla sarà difficile o impossibile se sei chiara nelle relazioni e se riesci a trovare nella direttrice Sr. Aida l’appoggio e l’accompagnamento necessario per vivere in quel contesto. Le ingiustizie che vedi, prima di lasciarti ferire da esse o di ribellarti, datti tempo di comprenderle e pensa sempre che in quel momento chi ne soffre maggiormente è l’altro, chi le subisce, per cui abbi rispetto della dignità con cui quella gente vive il suo dolore.
Visita la gente e porta nelle loro case allegria, ricordati del valore del loro silenzio…ti farà crescere…
Se puoi , frequenta l’Hogar Ceferino e i Padri Salesiani di Junin de los andes, il 31 Maggio, quando la scuola finirà e tu dovrai cambiare servizio, loro potranno offrirti una esperienza in un quartiere che si chiama Barrio Lanìn, all’interno di un Hogar Diurno di minori Ayunthun, dove nel mattino si può fare appoggio scolastico e di pomeriggio affiancare un gruppo di adolescenti e insieme a Brunilda (la loro catechista) proporre nuove attività. Io ho concluso il mio SC così, ed è stato meraviglioso. E’ scontato che dovrai sempre concordare tutto con il VIDES Italia e con la Ispettrice delle FMA. I padri Salesiani sono estremamente accoglienti e offrono anche vitto e alloggio.
A Junin de los Andes vi è il Sig. Rosario Bonaccorso e Silvano suo figlio. Italiani, nonché Palermitani (miei compaesani, non sai la loro gioia!!!) Le Suore sono a stretto contatto con loro, potrebbe essere un punto di riferimento per te, a parte il fatto che è gente meravigliosa!
A proposito di punti di riferimento, ricordati che Sorella Anna Maria Da Crema è la Responsabile del VIDES Argentino, è stata per me un vero appoggio nei momenti difficili.
Avrei chissà quante cose da dirti…ma adesso penso proprio che tocca a te…ti passo il testimone, ricorda che bisogna raggiungere la meta dove ci sarà chi continuerà il tuo cammino ma con nuovi passi. Quello che farai tu, dopo di me… Non conosco il tuo nome, ma con estremo affetto e “compagnerismo” ti auguro tutto il bene del mondo e di compiere il tuo dovere con dignità, orgoglio e … AMORE!
Buona strada…