Cooperazione

cooperzione

Il continuo flusso di scambi economici, sociali, culturali, politici, e tecnologici, comunemente definito come globalizzazione, ha messo in evidenza una crescente disuguaglianza tra popoli, nazioni, regioni del mondo e gruppi sociali. Da sempre l’assistente sociale lavora con e per quelle componenti della società che, per ragioni di diversa natura, rimangono ai margini, incapaci di sviluppare le loro potenzialità e progettare e conseguire i propri obiettivi di vita. Le cause di tali difficoltà possono essere rintracciate in fenomeni del tutto naturali, come terremoti, tifoni, tsunami, o determinati dall’azione umana, e parliamo qui di povertà, ingiustizie, discriminazione, etc.

In tale contesto, il lavoro dell’assistente sociale, che necessariamente attraversa i cosiddetti livelli del micro, meso e macro, non può ignorare l’inter-scambio che avviene tra il locale ed il globale e non tener conto di quei fenomeni che, sebbene iniziati a migliaia di chilometri di distanza, hanno un impatto fondamentale anche nel proprio ambiente lavorativo e di vita. Lo stesso codice deontologico affida all’assistente sociale “la responsabilità di mettere le sue conoscenze e la sua competenza a servizio degli individui, dei gruppi delle comunità, per aiutarli ad assumersi il proprio sviluppo, a risolvere le difficoltà generate dalle interazioni individuo/società e dalle situazioni impreviste e imprevedibili”.

Nei cosiddetti paesi in via di sviluppo (PVS) l’assistente sociale si fa pertanto promotore di un’uguaglianza sostanziale tra i popoli, ingiustamente negata dai processi storici e sociali, e favorisce lo sviluppo umano, inteso come libertà di ampliare la gamma di opportunità disponibili, ed una cultura della pace, in cui i diritti umani e la giustizia sociale possano essere garantiti e protetti. Una differenza fondamentale che distingue il lavoro nei PVS da quello svolto a livello nazionale è la preferenza accordata al lavoro con la comunità, nell’ottica di rafforzare l’inclusione e la partecipazione delle persone, valorizzare le identità culturali e promuovere una cultura dei diritti umani.

Assistenti Sociali Senza Frontiere è impegnata a livello internazionale nella pianificazione ed attuazione di interventi di aiuto e promozione secondo logiche di empowerment rispetto alle minoranze etniche, culturali, linguistiche o religiose.

Nel corso della propria esperienza, Assistenti Sociali Senza Frontiere è stata presente in diverse realtà, contribuendo al miglioramento delle condizioni di vita delle persone con cui i volontari venivano in contatto e dando la possibilità ai propri soci di sperimentarsi in nuovi contesti e crescere personalmente e professionalmente.

Assistenti Sociali Senza Frontiere è impegnata nella progettazione e realizzazione dei seguenti progetti:

Quelimane, Mozambico 

Sicuani, Perù 

Sono al momento attivi:

Campo di volontariato in Madagascar

Campo di volontariato presso il villaggio di Cerska in Bosnia-Erzegovina

Campo di volontariato presso l’Ospedale pediatrico di Gornja-Bistra, Croazia

I seguenti campi lavoro fanno parte di progetti a cui ASSF ha partecipato negli anni scorsi:

Campi di volontariato in Tanzania (201120122013)

Campi di volontariato in Karnataka, India (2014)

L’associazione è inoltre in contatto con realtà di servizio missionario e di cooperazione in alcuni Paesi del mondo, per proporre all’attenzione dei soci e dei simpatizzanti alcuni progetti nei quali è possibile realizzare esperienze di tirocinio o periodi di lavoro volontario all’estero. Per maggiori informazioni visita la pagina dei tirocini e volontariato.