Emergenza

widget-emergenzaL’impegno di Assistenti Sociali Senza Frontiere
nelle emergenze

Sperimentarsi Assistenti Sociali “senza frontiere” significa immaginarsi di interpretare la propria deontologia professionale in situazioni e contesti di lavoro diversi da quelli in cui quotidianamente operiamo, esplorare questi nuovi spazi direttamente sul campo, riflettere sul senso di possibili altri modi di esprimere l’agire professionale e promuovere forme di solidarietà prima di tutto all’interno della nostra comunità professionale, affinché il supporto e lo scambio contribuiscano ad abbattere i confini dell’isolamento o della solitudine, in cui come singoli operatori possiamo venirci a trovare.

È con questo spirito che l’Associazione ha intrapreso un percorso di presenza attiva nei territori interessati da eventi disastrosi. “Abitiamo la stessa Terra, e se la Terra trema, trema per tutti”, così Federica, volontaria a L’Aquila nel 2009 nell’ambito della Missione Abruzzo, la prima esperienza di ASSF sul fronte dell’emergenza, a ricordarci che, in assoluto, le calamità naturali, non conoscono confini, di spazio, di tempo, di popoli.

Le domande che ci hanno accompagnato fin dall’inizio, sono state quelle che probabilmente ciascuno di noi si è posto all’avvio della propria storia professionale: Che cosa vado a fare? Che cosa posso portare? In che modo potrò essere utile? Chi e che cosa mi potrà essere d’aiuto?

Il Codice Deontologico per primo ha guidato il “perché” di questo impegno: “In caso di calamità pubblica o di gravi emergenze sociali, l’assistente sociale si mette a disposizione dell’amministrazione per cui opera o dell’autorità competente, contribuendo per la propria competenza a programmi e interventi diretti al superamento dello stato di crisi” (art. 40).

Dopo il terremoto dell’Abruzzo c’è stata l’alluvione a Vicenza, il sisma in Emilia Romagna e recentemente le alluvioni in Sardegna ed in Emilia: eventi disatrosi, ciascuno con le sue caratteristiche di intensità e di impatto, che hanno visto la presenza di ASSF con diversi gradi di coinvolgimento.

L’impegno diretto ed il confronto su quanto sperimentato hanno messo in luce il valore che il nostro bagaglio professionale e la nostra metodologia possono offrire nelle situazioni di emergenza, dove si rende necessario lavorare con e sulla comunità, interessata tutta da un grave trauma subito, dove la casistica che era tale prima dell’evento disastroso ora deve essere supportata nel fronteggiare anche questa nuova situazione destabilizzante, in un contesto nel quale i riferimenti dei servizi spesso sono divenuti precari, dove diventa quanto mai essenziale impostare un buon lavoro di rete per “gestire la macchina degli aiuti” che si mette in moto, dove frequente è il bisogno di mediare le conflittualità derivanti da convivenze forzate, come quelle che si verificano nei centri di accoglienza o nelle tendopoli, o ancora dove, azioni obbligate come l’allontanamento dalle proprie abitazioni di persone fragili, richiedono specifiche competenze in termini di ascolto, di comunicazione e di accompagnamento. Tutte dimensioni, queste, nelle quali il servizio sociale può spendere la propria arte professionale, anche cercando di soddisfare nuovi bisogni formativi, con percorsi appositamente mirati.

L’impegno di ASSF sul fronte dell’emergenza è oggi non solo quello di offrire solidarietà e collaborazione ai colleghi dei territori interessati da eventi disastrosi, ma anche quello di promuovere sul piano istituzionale il riconoscimento del profilo dell’Assistente Sociale all’interno della Protezione Civile, poiché una piena legittimazione in tal senso rende chiaro il mandato professionale conferito, oltre che offrire maggiori garanzie di presenza e di sostenibilità nell’impegno dei professionisti volontari.

Sono disponibili i racconti di viaggio delle colleghe che hanno partecipato ad esperienze di collaborazione nell’emergenza:

Quando la Terra Trema, di Federica Sartori

Cristina in Abruzzo, di Cristina Franchino

Tentata Condivisione di un’Esperienza, di Emanuela Ercoli

Il diavolo del terremoto, di Veronica Tommassetti