Inclusione e Coesione Sociale

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Il movimento, volontario o forzato, di persone attraverso i confini è un fenomeno internazionale, una manifestazione della globalizzazione che ha implicazioni per la stabilità nazionale, politica ed economica, oltre che per le identità culturali.

I bisogni di immigrati e rifugiati o richiedenti asilo sono vari e complessi, come si può immaginare pensando di doversi ristabilire in un nuovo paese, sconosciuto. Essi vanno dagli aspetti pratici, come il trovare un alloggio ed un lavoro, imparare la lingua, comprendere il funzionamento della società di arrivo a quegli aspetti molto più delicati e multiformi. Infatti, le persone provenienti da contesti di vita difficili, tanto difficili da spingerle verso un viaggio incerto, insidioso, potenzialmente letale, una volta giunte a destinazione soffrono sentimenti di isolamento, dolore, perdita, e disordini post-traumatici da stress. A ciò si uniscono le difficoltà linguistiche e culturali e le possibili tensioni e separazioni familiari che rendono ancora più difficile la loro integrazione nella nuova comunità. Gli stessi problemi, sebbene meno acuti, sono vissuti dagli immigrati che, per ragioni diverse, hanno deciso di lasciare il loro paese di origine.

Un impegno del professionista di servizio sociale verso l’inclusione, piuttosto che assimilazione, dei nuovi arrivati è pertanto essenziale se si vogliono raggiungere risultati efficaci e duraturi nella costruzione di una società che inesorabilmente sta diventando sempre più multiculturale e diversa. Le conoscenze e competenze che l’assistente sociale dovrà applicare in tale contesto attraversano i contesti del micro, meso e macro: mentre al livello micro si tratta di lavorare con l’individuo e la famiglia, al livello meso il professionista si impegna nello sviluppo di una comunità accogliente e competente e, al macro livello, considera le istanze legate ai diritti umani, la giustizia sociale e all’advocacy.

Per i rifugiati, richiedenti asilo ed immigrati la conoscenza dei diritti umani e della legislazione sulla cittadinanza così come delle politiche sociali nel paese di arrivo rappresenta un importante, essenziale primo passo verso l’integrazione sociale e civile. Allo stesso modo, la preparazione e l’incoraggiamento all’accoglienza da parte della comunità in cui i nuovi membri della società giungono è fondamentale per evitare conflittualità e facilitare la loro piena inclusione. Grazie alla propria formazione professionale ed alla varietà di strumenti di cui la professione si avvale, l’assistente sociale gioca un ruolo cruciale nel favorire e rafforzare partecipazione e coesione sociale nelle singole realtà locali in cui agisce e nello sviluppare una cultura dell’accoglienza che si riflette nella disponibilità e funzionalità di un network di servizi, pubblici e privati, per l’inclusione.

L’associazione Assistenti Sociali Senza Frontiere si mette a disposizione di tutte quelle realtà in cui è necessario un supporto da parte di professionisti specializzati nel fornire consulenza sociale e legale, creare reti virtuosi di accoglienza sul territorio nazionale ed internazionale, promuovere iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione politica, economica e sociale dei paesi di provenienza dei profughi ed attivare canali istituzionali di pressione per l’adozione da parte dell’Italia e dell’UE di misure effettive ed idonee di gestione del fenomeno nel rispetto dei diritti umani e delle normative nazionali e comunitarie.

Nel corso della sua esperienza, Assistenti Sociali Senza Frontiere ha partecipato al progetto “Unità Mobile Emergenza Umanitaria del Mediterraneo”.

Inoltre, sebbene la nostra presenza non sia stata ancora richiesta da parte dei servizi sociali e delle organizzazioni attualmente impegnate a Lampedusa a fronteggiare i recenti sbarchi di migranti provenienti dal Nord Africa, abbiamo dato la nostra disponibilità ad intervenire mettendo a disposizione i nostri assistenti sociali volontari.