Progetto UMEM

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Scheda del Progetto “Unità mobile emergenza umanitaria del Mediterraneo”

Le rivolte democratiche dei paesi del Maghreb negli ultimi mesi hanno dato inizio ad importanti cambiamenti degli equilibri esistenti tra i paesi della riva nord e sud del Mediterraneo. Uno di tali elementi è sicuramente rappresentato dai profughi che dall’Africa sono costretti ad affrontare il mare per giungere in Europa. Quello degli arrivi via mare non è certamente un fenomeno nuovo, in quanto interessa  le coste della Sicilia ormai da più di dieci anni. Dal 2009 sembrava che il governo italiano avesse trovato una “soluzione” nella pratica dei respingimenti in mare grazie al Trattato di amicizia con la Libia. L’instabilità politica e sociale dei paesi del Maghreb ha determinato una ripresa degli arrivi via mare, anche sull’isola di Lampedusa. Questa ripresa è stata affrontata ancora una volta sotto l’aspetto emergenziale, sconvolgendo il precario equilibrio del sistema di accoglienza in Italia, peraltro mai seriamente consolidato e strutturato, con palesi violazioni di diritti umani fondamentali.

L’idea è quella di un pronto intervento che agisca su tutto il territorio siciliano in risposta alle politiche migratorie, contingenti ed emergenziali, operate dal governo italiano in risposta al flusso di profughi provenienti dalla regione del Maghreb.

Al progetto partecipano esperti e associazioni che da molto tempo hanno raccolto esperienze nel settore dell’immigrazione, nell’ambito sociale, culturale, accademico e politico.

Gli esperti e i sostenitori del progetto sono giuristi, avvocati, collaboratori di diverse ONG, nazionali ed estere, operatori delle comunità di accoglienza per migranti, enti locali e altri enti, con i quali esiste una consolidata rete di intervento.

 Obiettivi:

Le associazioni e gli enti promotori del progetto saranno impegnati a:

–       fornire consulenza ed assistenza sanitaria, legale e sociale;

–       creare reti virtuose di accoglienza su tutto il territorio nazionale ed internazionale;

–       facilitare l’accesso alle procedure di protezione internazionale;

–       promuovere iniziative volte alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla situazione politica, economica e sociale dei paesi di provenienza dei profughi;

–       attivare canali istituzionali di pressione per l’adozione da parte dell’Italia e dell’UE di misure effettive ed idonee di gestione del fenomeno nel rispetto dei diritti umani e delle normative nazionali e comunitarie.

 Organizzazione

Il progetto verrà realizzato tramite un gruppo di coordinamento e una unità mobile di intervento.

Le attività svolte dall’Unità Mobile di Intervento :

  1. Monitoraggio

 Raccolta di informazioni nei luoghi deputati all’accoglienza ed al trattenimento dei profughi provenienti dal Nordafrica. Lettura del territorio, analisi dei dati e stesura dei report di valutazione

L’unità mobile sarà uno strumento snello di pronto intervento nelle situazioni di maggiore criticità dei sistemi di accoglienza e trattenimento. Il gruppo di coordinamento si avvarrà di sociologi che cureranno la raccolta e l’elaborazione dei dati relativi agli interventi effettuati, ai fini della valutazione in itinere del progetto. Le valutazioni intermedie confluiranno nel report finale, insieme ad una lettura del contesto politico-sociale di riferimento e ad una analisi della copertura mediatica del fenomeno relativamente al periodo oggetto di intervento.

Osservatorio sulle prassi amministrative di accesso alle procedure di asilo e ad altre forme di protezione.

Il pronto intervento monitorerà le modalità di accesso alle procedure di protezione internazionale, alle procedure di accertamento e riconoscimento della condizione dei soggetti vulnerabili (donne, minori, persone con patologie, nuclei familiari). Inoltre, metterà a disposizione di enti di ricerca e studio i dati empirici raccolti sul campo.

Mappatura delle forme della “seconda accoglienza”

L’unità mobile provvederà a stilare una mappa dei centri che si occupano della “seconda accoglienza” dei migranti analizzando le forme adottate in Sicilia al fine di individuare le realtà virtuose e trovare soluzioni di perfezionamento attraverso la comparazione con modelli sperimentati in altre ragioni italiane o in altri Stati europei.

  1. Assistenza legale

Il gruppo di pronto intervento sarà composto anche da avvocati i quali, oltre a fornire un orientamento legale sulle procedure, i diritti e gli strumenti per farli valere, potranno contare su una rete di legali in Sicilia e nel resto d’Italia a cui indirizzare i migranti che necessiteranno di una tutela giurisdizionale. Il servizio di assistenza legale avrà cura di attivare percorsi di protezione per i soggetti più vulnerabili (minori, ammalati, donne, nuclei familiari).

  1. Assistenza sociale

Gli assistenti sociali dell’Unità Mobile di Intervento svolgeranno una azione di orientamento e accompagnamento ai servizi e alle risorse del territorio dei migranti, coordinandosi ed integrando le funzioni del servizio sociale territoriale, offrendo un affiancamento agli operatori sociali locali nel prestare servizio alle persone in difficoltà.

Cureranno inoltre le relazioni con le istituzioni e le organizzazioni presenti sul territorio al fine di creare una rete comunitaria.

  1. Assistenza sanitaria

Il gruppo di pronto intervento si affiancherà a un’organizzazione specializzata nell’assistenza sanitaria a soggetti vulnerabili, capace di operare in condizioni di emergenza  azioni di pronto intervento ed orientamento sanitario.